Meditazione. Cos’è e come può esserti utile

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Il termine “Meditazione” è sempre più usato e ricorrente.
Esistono però delle mistificazioni e distorsioni intorno a questa disciplina anche e soprattutto per il fatto che è molto difficile da definire pur essendo relativamente semplice da praticare.
Un’ulteriore ambiguità è rappresentata anche dal fatto che ci sono diversi modi di eseguirla, posture e conseguenti benefici.
Inoltre, anche la stessa applicazione della Meditazione nel contesto occidentale ha spesso subito alcune variazioni rispetto a quello orientale.

 

Cos’è la Meditazione?

La Meditazione nella pratica si avvale spesso dell’uso di attenzione focalizzata ma rilassata in cui si resta presenti indipendentemente da ciò che accade dentro e fuori di noi.
Può essere molto difficile a volte, convivere con il chiacchiericcio costante della mente senza intervenire, finché, gradualmente, la mente arriva a calmarsi da sé.
Tale processo comporta non giudizio, accettazione, introspezione, compassione, non reattività ed equanimità nei confronti di tutto ciò che scorre nel proprio flusso di coscienza.

Una delle fonti di maggior malessere per ciascuno di noi è l’attaccamento a quello che comunemente viene chiamato ego, all’immagine che abbiamo di noi, ai nostri ruoli, al chi siamo, cosa facciamo, cosa possediamo.
La Meditazione ci consente, gradualmente, di vivere un maggiore distacco dalla nostra identità, ci permette di avere una visione più ampia delle cose, degli altri, del mondo e di sentirci parte di qualcosa di più grande di noi.

La Meditazione non comporta effetti solo sulla mente e la sfera emotiva, ma anche sul corpo.
L’attenzione costante al ritmo del respiro e alle sensazioni fisiche contribuisce a restare focalizzati nel qui e ora e genera una serie di benefici psicofisici che si estendono anche dopo la pratica.

La Meditazione, nelle sue radici orientali, vanta lunghe tradizioni filosofiche e spirituali, mentre alcune pratiche che si sono diffuse in occidente, come ad esempio la Mindfulness, hanno un approccio più laico e clinico, scorporandola a mio avviso il senso e scopo ultimo e più profondo della Meditazione stessa: la realizzazione del Sé.

 

Quali sono i tipi di Meditazione?

Esistono molti tipi di Meditazione, ciascuno di essi ha la sua specificità e i suoi aspetti tecnici.
Alcuni che vorrei citarti sono:

  • Meditazione basata sul ritmo del respiro e consapevolezza corporea (es. Vipassana): comporta lo spostamento dell’attenzione al ritmo del respiro per come è, senza forzature, senza cercare di creare un respiro particolare.
    In questa pratica si colgono tutte le sensazioni legate all’inspirazione e all’espirazione così come quelle legate alle due pause spontanee tra inspirazione-espirazione e tra espirazione-inspirazione, e in senso più esteso all’intero corpo “che respira” (dal punto di vista tecnico questo equivale al percepire il fluire dell’energia vitale – detta prana dagli orientali – nel corpo).
    Si osservano i pensieri e le emozioni che possono sorgere in tale processo, senza giudicarli, ma lasciando che facciano il loro corso, fino a svanire. Questa pratica implica uno stato di presenza e favorisce il suo sviluppo.
  • Meditazione con mantra (es. Vedica): comporta la ripetizione mentale di un suono con una specifica vibrazione, focalizzando la mente, in coordinazione con il respiro, col fine di contattare e sviluppare determinate energie vitali, o archetipi. Ogni mantra ha delle caratteristiche e funzioni specifiche. La Presenza a se stessi e a ciò che si sta facendo in questa pratica, se si è dei principianti, purtroppo non è di per se scontata, pertanto ritengo che possa essere utile svilupparla prima di approcciarcisi.
  • Meditazione della Gentilezza amorevole (es. Metta): prevede la formulazione di intenzioni di amorevolezza, gentilezza, benevolenza, compassione verso se stessi, le persone care, gli estranei, il mondo, i nemici. Consente di sviluppare comprensione, compassione, empatia, accettazione e rispetto di se stessi e degli altri. Anche in questa pratica, la presenza non è scontata e dipende quindi dalla capacità del praticante.
  • Meditazione Dinamica: è una pratica ideata da un maestro indiano – Osho – ed utilizza il movimento del corpo per contattare ed esprimere emozioni al fine di condurre alla meditazione. E’ stata sviluppata appositamente per l’uomo moderno occidentale che molto spesso fa molta fatica a gestire la staticità che altre pratiche richiedono. Grazie al movimento anche frenetico e spontaneo, questa pratica comporta la purificazione del corpo, delle emozioni e della mente favorendo così lo stato meditativo e il silenzio interiore.
  • Danze sacre: prevedono dei movimenti corporei che ricordano danze, con la particolarità che tali movimenti spesso si rifanno a delle geometrie sacre e soprattutto richiedono stati di presenza meditativi anche molto intensi e profondi. Proprio per questo motivo ho scelto di nominarle tra i tipi di Meditazione.

Per scegliere quale tipo di Meditazione praticare può essere utile chiedersi quale sia il proprio scopo e poi provarne più di uno, così da poter decidere in base a come ci si sente e a quale si sente più affine.

Non esiste un metodo migliore in assoluto, per questo è importante avvalersi di una persona esperta. Se si ha già un buon ascolto di sé e non si è dei principianti, si può anche proseguire sulla base del proprio sentire e della pratica che si avverte più in linea con se stessi.
E’ anche possibile che in fasi diverse della propria vita, si abbiano bisogno di tipi diversi di meditazione.

 

Cosa accade quando si medita?

Quando entriamo in uno stato di Meditazione profondo, il corpo si rilassa, i muscoli allentano le tensioni, la mente si rasserena, le emozioni si affievoliscono. Qualunque cosa accada dentro e fuori di noi non turba il nostro equilibrio. La centratura è dentro di noi e si riduce l’attaccamento a tutto ciò che ci riguarda.

L’attenzione raggiunge il suo apice, pur essendo al tempo stesso molto rilassata.
Si rivolge a tutti gli stimoli dentro e fuori di noi, pensieri, emozioni, sensazioni fisiche.
Non comporta giudizio, è aperta, ricettiva, accogliente, non ha un obiettivo preciso se non quello di esserci. E’ un attenzione che accoglie tutto quello che emerge dentro di sé e lo lascia andare.
Non trattiene nulla.

Quando l’attenzione si focalizza su un oggetto esterno (es. una candela) o interno (es. il respiro) all’inizio esso appare distaccato rispetto a sé.
Gradualmente, grazie all’attenzione costante e all’aumento della consapevolezza, conosciamo l’oggetto e stabiliamo un contatto con esso. Entriamo in uno stato meditativo profondo quando avvertiamo un senso di unità, di fusione con l’oggetto, quando non si percepisce più uno stato di separazione tra sé e il mondo.
Non c’è più un “io” e “l’altro”, ma un “noi” o un “Io” presente in tutto, globale, totale.


A cosa può essere utile la Meditazione

Quando pratichiamo la Meditazione avvengono numerosi cambiamenti fisici e psicologici, le onde cerebrali rallentano, la pressione sanguigna si abbassa, il ritmo respiratorio rallenta e si approfondisce, il sistema immunitario diventa più attivo, la percezione del dolore diminuisce, la reattività allo stress declina.

I benefici della Meditazione si estendono ben oltre il momento in cui viene praticata e per la sua versatilità può essere estesa a diversi ambiti della propria vita: a casa, a scuola, sul luogo di lavoro, in ambito sportivo, sui mezzi di trasporto.
In ogni contesto può offrire diversi benefici specifici.

Al lavoro, ad esempio, stimola la concentrazione, la focalizzazione, la creatività, rende meno stressati, aiuta ad essere più empatici, capaci di ascoltare, di essere comprensivi, compassionevoli, collaborativi, meno litigiosi, rafforza la leadership, permette di entrare nella condizione di “flusso”, irrobustisce le difese immunitarie e permette di ammalarsi meno.

In famiglia migliora le relazioni con il partner, rende più ricettivi all’ascolto, meno giudicanti, riduce la propensione al conflitto, il contagio emotivo negativo, rafforza le emozioni positive, la felicità, migliora l’intimità e la condivisione fisica ed emotiva.

A scuola può migliorare le performance degli allievi, così come quelle degli insegnanti, stimola la collaborazione, la creatività, la concentrazione, lo spirito di gruppo, il senso di unità.

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