La preghiera…della rana

Condividi
7

Una sera fratel Bruno era assorto in preghiera quando fu disturbato dal gracidare di una rana. Per quanti sforzi facesse, non gli riuscì di ignorare quel rumore e allora si sporse dalla finestra e urlò:
“Silenzio! Sto pregando”. 

Poiché egli era un santo, tutti obbedirono al suo ordine immediatamente. Ogni creatura vivente si zittì in modo da creare il silenzio necessario alla preghiera.
Ma ecco che Bruno fu di nuovo interrotto, questa volta da una voce dentro di lui che diceva:

“Forse a Dio il gracidare di quella rana era altrettanto gradito dei salmi che tu stai recitando”.
“Che cosa possono trovare di bello le “orecchie” di Dio nel verso di una rana?” replicò Bruno sprezzante. Ma la voce proseguì:
“Perché mai allora Dio avrebbe inventato un simile suono?”
Bruno decise di scoprirlo da sé. Si sporse dalla finestra e ordinò:
“Canta!” e l’aria fu piena del gracidare ritmato della rana, con l’accompagnamento di tutte le raganelle del vicinato. Bruno si pose in ascolto con attenzione e subito non udì più alcun frastuono, ma scoprì che, se smetteva di irritarsi, quelle voci in realtà rendevano più ricco il silenzio della notte.
Grazie a quella scoperta, il cuore di Bruno entrò in armonia con l’universo intero e, per la prima volta nella sua vita, egli capì che cosa significa pregare. –
Tratta da “La preghiera della rana” di A. De Mello

Le storie hanno un grande potere. Hanno il potere di condurre oltre in un modo particolare.
Se lo stesso insegnamento fosse rivolto direttamente, personalmente e in modo schietto, forse non arriverebbe mai. Rischierebbe di scontrarsi contro le proprie resistenze.

Le storie invece hanno la capacità di entrare nel profondo, di aggirare resistenze senza che la mente se ne accorga, si insinuano dentro per emergere poi quando tu hai bisogno di loro, nel momento adatto, come fossero il tuo maestro interiore.

Mi piace molto questa storia, e amo la metafora che propone: la preghiera vista nella semplicità dell’esprimere “il proprio suono”, suonare la “propria musica”.

Pregare non è sgranare acini, chiedere grazie, favori, recitare mantra o cose di questo genere. Pregare è essere se stessi, è vibrare con pienezza, perché solo così si può manifestare nella sua totalità il concerto divino.

Lascia pure il tuo commento, mi fa piacere sapere cosa ne pensi!

Condividi
7

2 pensieri su “La preghiera…della rana

  1. Quando il Santo si sporse dalla finestra e disse canta …….. beh ho come sentito tutti quei suoni ed e' stato fantastico !!! La natura con i suoi rumori e suoni e' una delle piu' belle cose che possano esistere !!!! ciao sempre dall'anonimo Adriano .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *