Ahimsa

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(continua dal post “Cenni del passato…e lo Yoga“)

La parola sanscrita Ahimsa significa “non violenza“. Nel suo significato più esteso, positivo, implica l’amore, un amore che include tutte le creature esistenti e più in generale tutto il creato.
Come già affermato nel post sopra linkato, Ahimsa fa parte degli Yama, cioè nello Yoga, rappresenta una delle regole universali a cui il sadhaka (praticante) si deve attenere. Il Raja Yoga afferma che gli Yama e i Niyama devono essere praticati, osservati e raggiunti prima di cominciare a praticare l’Hata Yoga.
Swami Muktibodhananda tuttavia afferma che nella nostra epoca risulterebbe piuttosto difficile per l’aspirante andare a confrontarsi con la propria mente all’inizio del proprio percorso spirituale per poter arrivare a mettere in pratica tutti gli Yama e i Niyama. E’ possibile quindi cominciare a praticare Hata Yoga (in particolare le pratiche riguardanti la purificazione del corpo) anche mentre si lavora sugli Yama e i Niyama.

 “Tu ed io siamo una cosa sola. Non posso farti del male senza ferirmi.”

Gandhi

Ahimsa indica la non violenza in ogni sua forma, verso ogni creatura e più in generale verso tutto il creato. Essa implica che in ogni situazione non vi deve essere più alcun desiderio di urtare, ferire, fare del male a qualcuno o qualcosa e al contrario l’armonia interiore e serenità devono essere mantenuti. Nello Yoga si afferma che tutto è Uno e l’essere umano è indissolubilmente legato a tutte le altre creature.  Ferire una qualsiasi creatura vivente intenzionalmente creerà inevitabilmente un disequilibrio in se stesso. Per poter mettere in pratica Ahimsa è richiesto inizialmente sviluppare un grande autocontrollo, auto-consapevolezza e consapevolezza di ogni cosa che ci circonda.
Gandhi, un mio mito, si impegnò a darci un grande esempio di come si può vivere mettendo in pratica la non violenza.
Voglio precisare che la non violenza è prima di tutto uno stato interiore. Azioni che ci potrebbero sembrare violente magari non lo sono, mentre al contrario altre azioni che potrebbero sembrare non violente lo sono se nascono da un desiderio interiore di fare del male al prossimo. Si può ad esempio entrare in un tempio, rovesciare banchi, buttare a terra il denaro e farlo rispettando Ahimsa, come fece Gesù, facendo tutto questo per amore incondizionato verso il prossimo essendo stato quel gesto (secondo la mia fede in Gesù) la cosa migliore per l’evoluzione delle persone interessate. Si può invece ad esempio dare un bacio ad una persona non rispettando Ahimsa (ad esempio il bacio di Giuda). Il male e la violenza non stanno nell’azione in sé. Attenzione, non sto dicendo che ora potrete andare in chiesa a ribaltare tutto ciò che ha a che fare con il denaro poiché questo non è un gesto violento. Sto dicendo ben altro. Sto dicendo che la violenza o meno sta all’interno di noi e non all’esterno. All’esterno non è poi così facile giudicare e la raccomandazione da seguire con il massimo impegno (nonché importante obiettivo da raggiungere), è sempre quella di non giudicare, poiché  non conosciamo l’interiorità delle altre persone. Ciò che di fatto facciamo quando crediamo di giudicare l’altro, in realtà è giudicare noi stessi, non l’altro, poiché stiamo giudicando le proiezioni delle nostre attitudini interiori nell’interiorità di chi compie il gesto esteriore oggetto del nostro giudizio (magari l’altro ne ha tutt’altre…come magari no). (Sulla percezione della realtà e l’aspetto proiettivo ho fatto alcune considerazioni in questo mio precedente post).
 Ahimsa trova applicazione anche a tavola, dirigendo la propria consapevolezza in ciò che mangiamo e ciò che causiamo. Questo sono sicuro porterà ad utilizzare il massimo impegno nel rinunciare alla propria alimentazione a base di altri esseri viventi (carne e pesce) e a base di tutto ciò che implica sofferenza ad altri esseri viventi (derivati animali). E’ oramai piuttosto noto che l’essere umano dal punto di vista nutrizionale non ha affatto bisogno di carne, pesce o derivati e che al contrario questi sono dannosi per la sua salute. Il loro consumo deriva decisamente da altri fattori (condizionamenti sociali, consuetudine, piacere etc.).

“Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla possa provocare un uragano nell’altra parte del mondo”

Film ,The Butterfly Effect, 2004
I risultati della pratica di Ahimsa saranno riscontrabili prima di tutto al livello personale, ma anche l’intero creato beneficerà di ogni tua singola conquista essendo tutto strettamente interconnesso e collegato.
Ti ringrazio per ogni tuo singolo sforzo in Ahimsa poiché con esso stai aiutando anche me!

Lascia pure il tuo commento, mi fa piacere sapere cosa ne pensi, grazie!
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